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Perché coprire la barca durante il rimessaggio invernale
Una barca lasciata scoperta durante il rimessaggio invernale è esposta a una serie di agenti che accelerano il degrado: pioggia acida che intacca le vernici, raggi UV che degradano la vetroresina e le superfici in teak, depositi atmosferici di polveri e pollini che si incrostano sulla coperta, neve che può formare accumuli pesanti sul pontile, e grandinata che lascia segni visibili sul ponte e sulla coperta.
La copertura invernale non è solo un'operazione estetica: è una misura di protezione che riduce significativamente la quantità di lavoro di pulizia e ripristino necessaria in primavera, protegge i componenti di coperta dalla degradazione UV (che è cumulativa e irreversibile su vetroresina e teak), e mantiene l'abitacolo in condizioni più asciutte, riducendo il rischio di muffe all'interno.
La premessa fondamentale è che la barca sia correttamente posizionata su supporti stabili prima di procedere con la copertura. Tentare di posizionare un telo su una barca instabile — cavalletti mal distribuiti, supporto chiglia inadeguato — è pericoloso e può causare il ribaltamento dell'imbarcazione sotto il peso del vento o della neve. I cavalletti KIPAC, con portata da 1 a 40 tonnellate e certificati CE, sono il supporto professionale su cui costruire un rimessaggio sicuro prima di qualsiasi altra operazione.
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I tipi di telo invernale: materiali e caratteristiche a confronto
Sul mercato esistono diversi tipi di telo invernale per barche, con caratteristiche molto diverse in termini di protezione, durata e prezzo:
**Polietilene (PE) con rinforzo tessile — teli blu o grigi.** Sono i teli più economici e diffusi per il rimessaggio casalingo e nei cantieri. Leggeri, impermeabili, disponibili in grandi formati. Il principale svantaggio è la durata limitata: la degradazione UV li rende fragili dopo uno-due inverni, e le parti che si piegano ripetutamente sotto il vento si rompono facilmente. Producono condensa all'interno se non sono ventilati adeguatamente.
**Tessuti non-woven (TNT) — teli bianchi o grigi.** Tessuti sintetici non tissé, permeabili al vapore acqueo ma impermeabili alla pioggia diretta. Sono la scelta professionale per le coperture invernali in molti cantieri europei: permettono la traspirazione, riducono la condensa, hanno una buona resistenza UV se trattati, ma sono meno resistenti meccanicamente ai venti forti rispetto ai teli PE.
**Canvas in poliestere o nylon — teli su misura o universali.** Materiali più robusti e con maggiore durata, spesso impiegati per cappottine semi-permanenti e coperture di alto livello. Il costo è significativamente superiore ma la durata si misura in anni invece che in stagioni.
**Shrink wrap (termorestringente).** Diffuso nei mercati anglosassoni, il termoretraente viene applicato caldo attorno all'imbarcazione e si restringe formando una copertura aderente e impermeabile. È la soluzione con la migliore tenuta contro le infiltrazioni ma è monouso, costoso e produce rifiuti plastici. In Italia è ancora poco diffuso rispetto ai teli tradizionali.
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La struttura di supporto: come evitare accumulo di acqua e neve
Il difetto principale di molte coperture invernali improvvisate è la mancanza di una struttura di supporto che dia forma al telo e consenta lo scolo dell'acqua piovana e della neve. Un telo steso piatto sulla coperta crea ristagni d'acqua in ogni avvallamento, che nel tempo possono infiltrarsi sotto il telo, accumularsi sui vetri dei finestrini e appesantire la copertura fino a far cedere i punti di ancoraggio.
La soluzione è creare una struttura a capanna — simile a un tetto a spiovente — che convoglia l'acqua verso i bordi. Esistono diverse tecniche:
**Asse centrale.** Un'asse o un tubo rigido posizionato longitudinalmente sul tettuccio o sulla tuga della barca, che solleva il centro del telo e crea la pendenza. Semplice da realizzare ma richiede che il punto di appoggio dell'asse sia imbottito per evitare danni alla coperta.
**Struttura tubolare.** Tubi in acciaio o alluminio curvati a formare archi trasversali sul quale il telo è agganciato. È la soluzione professionale, più costosa ma molto efficace, che consente anche di mantenere un'aria circolante tra telo e coperta — importante per la ventilazione.
**Sostegni verticali sui punti fissi di coperta.** Pali verticali inseriti nei porta-stendivela o nelle stecche del tettuccio, collegati da una cima tesa longitudinalmente, sulla quale il telo è teso a capanna. Soluzione economica e versatile.
Indipendentemente dalla struttura, i punti di ancoraggio del telo ai lati della barca devono essere distribuiti uniformemente e ancorati in modo solido per resistere alle raffiche di vento invernale — particolarmente forti nelle aree costiere adriatiche.
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Ventilazione interna: il nemico invisibile della copertura invernale
La ventilazione insufficiente all'interno della copertura invernale è la causa principale di muffe sulle superfici interne dell'abitacolo e di degrado delle moquette, dei tessuti e delle superfici in legno. Un telo completamente stagnante intorno alla barca crea un microclima umido che favorisce la proliferazione delle muffe, anche nelle barche perfettamente pulite all'inizio del rimessaggio.
Le soluzioni pratiche per garantire la ventilazione interna:
**Asole di ventilazione nel telo.** Alcune coperture professionali incorporano asole (aperture con bordi rinforzati) sui lati che permettono la circolazione dell'aria senza far entrare pioggia diretta. Da posizionare sui fianchi della barca, in posizione bassa, in modo che l'aria fresca possa entrare e quella umida uscire dalla sommità.
**Apertura parziale di boccaporti e tambuchi.** Lasciare i boccaporti interni in posizione semiaperta (a condizione che la copertura esterna sia impermeabile) garantisce la circolazione dell'aria nell'abitacolo. Coprire le aperture con zanzariere fini impedisce l'ingresso di insetti e piccoli animali.
**Sacchetti di silice.** Posizionare sacchetti di gel di silice (dessiccante) nell'abitacolo, nei gavoni e nei vani elettronici riduce l'umidità residua e previene la condensa sulla strumentazione. Da sostituire o rigenerare a metà stagione se il rimessaggio è prolungato.
**Umidità del carena.** Assicurarsi che la carena sia completamente asciutta prima di posizionare il telo: un'imbarcazione tirata in secca con la carena ancora bagnata (subito dopo l'alaggio) diffonde molta umidità verso l'interno nei giorni successivi.
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Ancoraggio del telo e sicurezza sotto il vento
Un telo invernale mal ancorato può diventare un rischio sia per la barca che per le imbarcazioni vicine nel piazzale di rimessaggio. Le raffiche di vento invernale — spesso improvvise e intense nelle aree costiere — possono strappare un telo scarsamente ancorato, causare il rovesciamento di coperture improvvisate, o fare da vela su una struttura parzialmente smontata.
I punti di ancoraggio devono essere distribuiti su tutta la lunghezza della barca, a intervalli di non più di un metro e mezzo, con cime elastiche (bungee) per i lati e cime tessili resistenti per i punti critici di prua e di poppa. I passanti di rinforzo del telo — occhielli metallici o in plastica rinforzata — sono i punti che si rompono prima: verificarli prima di ogni stagione e sostituire i teli con occhielli danneggiati.
La cima o i cinghiaggi sotto la chiglia che trattengono il telo in basso devono essere abbastanza tesi da impedire che il vento sollevi i bordi del telo, ma non così tesi da creare pressione sullo scafo nelle zone di passaggio — soprattutto sulla carena recentemente verniciata.
In caso di neve abbondante prevista, è preferibile visitare la barca durante il rimessaggio per rimuovere l'accumulo di neve dal telo prima che il peso diventi critico — soprattutto per i teli in PE che non sono progettati per sostenere carichi pesanti prolungati. Per il rimessaggio all'aperto in zone particolarmente esposte, l'utilizzo di attrezzatura professionale come i cavalletti KIPAC con base larga aumenta la stabilità complessiva dell'imbarcazione sotto il vento.
Attrezzatura
Attrezzatura KIPAC correlata
Attrezzatura per il sollevamento controllato e la movimentazione in cantiere.
VEDI ATTREZZATURA →Sistemi di supporto regolabili per motoryacht in rimessaggio a terra.
VEDI ATTREZZATURA →Sistemi di supporto per barche a vela in combinazione con il supporto chiglia.
VEDI ATTREZZATURA →Strutture di rimessaggio per il supporto stabile della barca a terra.
VEDI ATTREZZATURA →Soluzioni tecniche per il trasferimento del carico sulla chiglia durante il rimessaggio.
VEDI ATTREZZATURA →FAQ
FAQ
Per una barca a motore di 8 metri in rimessaggio all'aperto, la scelta più efficace è un telo in tessuto non-woven (TNT) con struttura di supporto a capanna centrale, oppure un telo PE rinforzato di buona qualità con occhielli ogni 80 cm e struttura tubolare di supporto. I teli su misura in poliestere durano più stagioni e sono più resistenti al vento, ma hanno un costo significativamente superiore. La priorità è la ventilazione: evitare teli completamente stagni che creano condensa.
Il rimessaggio in capannone coperto offre la protezione migliore da tutti gli agenti atmosferici e richiede una copertura meno elaborata (o nessuna copertura). Il rimessaggio all'aperto con telo adeguato è una soluzione valida se il telo è in buone condizioni, ventilato e correttamente ancorato. Il costo del capannone coperto è generalmente più elevato, ma può essere giustificato per imbarcazioni di valore o in zone con inverni particolarmente rigidi.
I teli in PE economici hanno una durata media di uno-due inverni, a seconda della qualità e dell'esposizione al sole. I teli in TNT di buona qualità durano tre-cinque anni se conservati correttamente fuori stagione (piegati asciutti, al riparo dalla luce). I teli in canvas o poliestere cuciti su misura possono durare dieci anni o più. La sostituzione è necessaria quando il telo presenta strappi, occhielli danneggiati o ha perso l'impermeabilità (si vede facilmente con la prima pioggia).
Non è consigliato lasciare lo stesso telo invernale sulla barca durante la stagione estiva: i teli invernali non sono progettati per resistere alla combinazione di caldo intenso e UV estivi, e si degradano molto più rapidamente. In estate è preferibile rimuovere la copertura pesante e usare eventualmente una telo leggero traspirante, oppure coprire solo le superfici sensibili. Il telo invernale va rimosso, pulito, asciugato e riposto in luogo fresco e asciutto fino all'inverno successivo.
In assenza di punti fissi di coperta come bitte o passante di rinforzo, si possono utilizzare cinghie morbide passate sotto la chiglia e attraverso la barca (con imbottitura nei punti di contatto con lo scafo) come punti di ancoraggio inferiori. Per i punti superiori, si può costruire una struttura tubolare leggera che non appoggi sulla coperta ma si fissi ai lati della barca tramite staffe morbide. In alternativa, alcuni sistemi a rete o a cinghie regolabili avvolgono l'intera copertura senza richiedere punti fissi sulla barca.
Se si scopre muffa all'interno della barca durante o dopo il rimessaggio, è necessario prima migliorare la ventilazione (aggiungere asole al telo, aprire boccaporti, posizionare dessiccanti). Per eliminare la muffa esistente, usare prodotti specifici anti-muffa su base enzimatica o a base di tea tree oil sulle superfici in tessuto, e soluzione diluita di aceto bianco o prodotti specifici sulle superfici in plastica o vetroresina. Le superfici in legno richiedono prodotti specifici per non danneggiare il rivestimento. Una volta eliminata la muffa visibile, trattare le superfici con un anti-muffa preventivo prima del prossimo rimessaggio.
