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Da cosa dipende il numero di cavalletti
Non esiste un numero fisso valido per ogni imbarcazione. Il numero di cavalletti dipende da tre fattori principali: il peso dell'imbarcazione in assetto di rimessaggio, la lunghezza dello scafo e la forma della carena.
Il peso determina quanto carico ogni cavalletto deve sostenere. Una barca più pesante richiede più punti di appoggio per distribuire la massa su una superficie maggiore ed evitare concentrazioni di carico sullo scafo. La lunghezza incide sulla distanza tra i punti di appoggio: più lo scafo è lungo, più appoggi servono per evitare flessioni della struttura. La forma della carena, infine, stabilisce dove i cavalletti possono toccare lo scafo in sicurezza.
Un errore frequente è ragionare solo sul numero e ignorare la portata. Due cavalletti molto robusti non sostituiscono una distribuzione corretta del carico, così come quattro cavalletti sottodimensionati non garantiscono sicurezza. Numero, posizione e portata vanno sempre considerati insieme.
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Regola pratica per il numero di cavalletti secondo la lunghezza
Come riferimento indicativo, valido per scafi a motore di forma convenzionale, si può partire da queste indicazioni generali. Restano stime di massima: il dato vincolante è sempre quello del cantiere costruttore.
Per imbarcazioni fino a circa 6 metri, in genere sono sufficienti due cavalletti laterali per lato disposti simmetricamente, quindi quattro in totale, sempre verificando il peso. Tra 6 e 9 metri si considerano normalmente da quattro a sei cavalletti, aumentando i punti di appoggio con il crescere del peso. Oltre i 9 metri il numero sale ulteriormente e, sulle barche a vela, si aggiunge il supporto chiglia dedicato.
Queste cifre sono un punto di partenza, non una regola assoluta. Una barca corta ma molto pesante può richiedere più appoggi di una barca lunga e leggera. Per questo conviene sempre incrociare la lunghezza con il peso effettivo e con i punti di appoggio indicati dal costruttore.
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Barche a motore e barche a vela: numeri diversi
La distinzione tra barca a motore e barca a vela cambia il modo di contare i cavalletti.
Le barche a motore hanno in genere una carena più larga e un peso distribuito su una superficie ampia, spesso con concentrazione verso poppa per la presenza del motore entrobordo o dei fuoribordo. Qui i cavalletti laterali fanno la maggior parte del lavoro e vanno disposti simmetricamente, con attenzione alla zona poppiera.
Le barche a vela con chiglia fissa hanno una logica differente: la massa principale si scarica sulla radice della chiglia, che richiede un supporto chiglia centrale dedicato. I cavalletti laterali, in questo caso, servono soprattutto a stabilizzare lo scafo e non a reggere l'intero peso. Per le indicazioni specifiche puoi consultare le guide dedicate ai cavalletti per barche a motore e ai cavalletti per barche a vela.
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Posizioni dei cavalletti e punti di appoggio
Il numero corretto serve a poco se le posizioni dei cavalletti sono sbagliate. I cavalletti vanno appoggiati in corrispondenza di zone strutturalmente rinforzate dello scafo, come paratie e madieri, e mai su superfici di solo gelcoat non irrigidite.
La disposizione deve essere simmetrica: ogni cavalletto su un lato deve avere il suo corrispondente sul lato opposto, alla stessa altezza e allo stesso punto longitudinale. Un'asimmetria introduce carichi torsionali che lo scafo non è progettato a sopportare a lungo a terra.
Le teste dei cavalletti devono appoggiare in modo piano e completo, con i tamponi in gomma a contatto dello scafo per distribuire la pressione. Per la sequenza operativa completa, dall'alaggio al bloccaggio finale, consulta la guida su come posizionare i cavalletti da barca.
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La portata conta quanto il numero
Quando ci si chiede quanti cavalletti servono, la domanda corretta è anche quale portata devono avere. La portata è il carico massimo che un cavalletto può sostenere in sicurezza secondo le specifiche del produttore.
La somma delle portate dei cavalletti utilizzati deve superare il peso totale dell'imbarcazione con un margine di sicurezza adeguato. Non basta che la somma teorica sia sufficiente: il peso non si distribuisce in modo uniforme, quindi alcuni cavalletti, in particolare quelli nelle zone più caricate, lavorano più di altri.
I cavalletti KIPAC sono prodotti in acciaio S355 con zincatura a caldo, con portate che coprono la gamma da 1 a 40 t a seconda del modello. La documentazione CE è disponibile, un aspetto utile per i cantieri nautici che devono rispettare requisiti formali di sicurezza. Verificare sempre la portata dichiarata di ogni cavalletto e confrontarla con il peso reale della barca.
Checklist
Checklist: stimare quanti cavalletti servono
Usa il dislocamento effettivo in assetto di rimessaggio. Una barca corta ma pesante può richiedere più cavalletti di una lunga e leggera.
Ogni cavalletto su un lato deve avere il corrispondente sul lato opposto, alla stessa altezza e posizione longitudinale.
Posiziona i cavalletti in corrispondenza di paratie e madieri, mai su superfici di solo gelcoat non rinforzate.
Sulle barche a vela con chiglia fissa, i cavalletti laterali stabilizzano lo scafo ma non sostituiscono un supporto chiglia centrale.
La somma delle portate deve superare il peso totale con un margine di sicurezza, tenendo conto che alcuni cavalletti lavorano più di altri.
Attrezzatura
Attrezzatura KIPAC correlata
Attrezzatura per il sollevamento controllato e la movimentazione in cantiere.
VEDI ATTREZZATURA →Sistemi di supporto regolabili per motoryacht in rimessaggio a terra.
VEDI ATTREZZATURA →Sistemi di supporto per barche a vela in combinazione con il supporto chiglia.
VEDI ATTREZZATURA →Soluzioni tecniche per il trasferimento del carico sulla chiglia durante il rimessaggio.
VEDI ATTREZZATURA →FAQ
FAQ
Come riferimento indicativo, una barca a motore di circa 8 metri richiede in genere da quattro a sei cavalletti laterali disposti simmetricamente, in funzione del peso e della forma della carena. Su una barca a vela della stessa lunghezza si aggiunge un supporto chiglia centrale. Il dato vincolante resta quello indicato dal cantiere costruttore, da incrociare con il peso effettivo dell'imbarcazione.
Per le imbarcazioni più piccole e leggere quattro cavalletti, due per lato in posizione simmetrica, sono in genere il minimo per una distribuzione equilibrata del carico. Due soli cavalletti raramente garantiscono stabilità sufficiente a terra. Conviene sempre verificare il peso reale e la portata dichiarata dei cavalletti utilizzati.
La somma delle portate dei cavalletti deve superare il peso totale dell'imbarcazione con un margine di sicurezza adeguato. Poiché il carico non si distribuisce in modo uniforme, alcuni cavalletti lavorano più di altri: per questo non basta che la somma teorica sia pari al peso. Verifica la portata dichiarata di ogni singolo cavalletto.
No. Sulle barche a vela con chiglia fissa la massa principale si scarica sulla radice della chiglia, che richiede un supporto chiglia dedicato. I cavalletti laterali servono a stabilizzare lo scafo, non a reggere l'intero peso. Usare solo cavalletti senza supporto chiglia su una barca a vela è una soluzione rischiosa.
I cavalletti vanno appoggiati in corrispondenza di zone strutturalmente rinforzate, come paratie e madieri, e mai su superfici di solo gelcoat non irrigidite. La disposizione deve essere simmetrica, con tamponi in gomma a contatto dello scafo per distribuire la pressione. I punti di appoggio corretti sono indicati nel manuale del costruttore.
Le imbarcazioni leggere come i gommoni si gestiscono spesso con carrelli di movimentazione o con un numero ridotto di appoggi, perché il peso contenuto riduce il carico su ogni punto. Anche in questi casi vale la regola della simmetria e della verifica della portata. Per la movimentazione a terra può essere più adatto un carrello dedicato.
